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Itinerari Immersi nell'Arte Campo San Trovaso
Luogo artistico 9

CAMPO SAN TROVASO

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Il campo prende il nome dalla chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, popolanamente appellati "San Trovaso”, che si affaccia sul campo e sul rio omonimo e si ritiene sia stata creata agli albori della città. La chiesa nel corso dei secoli è stata più volte restaurata o ricostruita a causa di devastanti incendi o improvvisi crolli. L'ultima versione, risalente agli anni a cavallo tra il 1500 e il 1600, secondo molti è opera del Palladio anche se non ci sono prove certe di ciò.

La doppia entrata, dai due lati, si ritiene sia dovuta al periodo della rivalità tra le due fazioni in cui era divisa Venezia, cioè Castellani e Nicolotti, così da avere ognuna una propria porta di accesso, evitando il rischio di incontrarsi nell'entrare in chiesa con relative dispute.

Nel campo si nota una parte rialzata che serviva all'epoca per contenere le casse di argilla utilizzate per immagazzinare e filtrare l'acqua piovana, recuperata poi tramite la vera da pozzo che si trova al centro,unico modo per la città di rifornirsi di acqua dolce, circondata com'era di sola acqua salata.

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Tra i vari personaggi che vi abitarono si ricorda Bertuccio Israelo, “paron de nave”, suocero dell'architetto Calendario che fu complice della congiura ardita da Marin Faliero e la famosa poetessa vissuta nel 1500 Gaspara Stampa. Pare si fosse stabilita in questa zona per amore di Collaltino dei conti di Collalto, a cui dedicò innumerevoli versi e rime. Il loro amore fu però doloroso poiché la passione di Gaspara era corrisposta solo parzialmente dal conte, che alla fine interruppe la relazione inducendo nella poetessa uno stato di depressione e di deperimento fisico che la portarono a suicidarsi qualche anno dopo.
Tra le cose da osservare, oltre alla chiesa, le tre vere da pozzo, ai due lati della chiesa

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El mascaron, cioè la testa che si trova sopra la porta che conduce al campanile e che non presenta fattezze molto tranquillizzanti

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la casa Brass, ai piedi del ponte di San Trovaso, fatta costruire dal pittore Italico Brass ai primi del 1900 e che ha le due facciate arricchite da una innumerevole serie di patere, cioè delle formelle in marmo incastonate sul muro in questo caso rappresentanti vari animali, e di stemmi e bassorilievi vari. Da notare che sono presenti anche qui due mascaroni, uno per facciata, a richiamare quello presente sulla porta del campanile della chiesa, ed un bassorilievo che ritrae un fabbro, probabilmente il Dio Vulcano, al lavoro con incudine e martello e a fianco un bambino, che dovrebbe essere Cupido con freccia in mano

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