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SOTOPORTEGO DEL BANCOGIRO

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Il Sotoportego, che circonda metà di campo San Giacomo di Rialto,

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deriva il nome dal fatto che era sede del pubblico banco mercantile, detto appunto Bancogiro. In pratica il Bancogiro, istituito dalla Repubblica di Venezia a partire dal 1600 per sopperire ai precedenti banchi di depositi e prestiti gestiti da privati, principalmente nobili, che erano in larga parte falliti nel corso dei secoli, aveva la funzione principale di realizzare il pagamento di merci ed altro per conto dei propri clienti, negozianti e mercanti dell'epoca, così da evitare che questi ultimi dovessero avere appresso le grosse somme di denaro che dovevano utilizzare al mercato. Il pagamento quindi non avveniva con diretto scambio di soldi, bensì attraverso la notazione della transazione sul registro del banchiere che sedeva ad uno dei banchi posti nei portici. Chi acquistava dava l'ordine al banchiere di effettuare il trasferimento dal proprio conto a quello a cui erano destinati i soldi, fosse esso privato o pubblica istituzione, ed il banchiere annotava nei propri registri la transazione richiesta. Poiché si trattava in pratica di una operazione di giro di denaro, cioè di trasferimento dei soldi da un conto all'altro attraverso questi accrediti annotati sui registri, si derivò il nome Bancogiro. Anche altri termini finanziari oggi utilizzati, quali ad esempio banconota, sembrano derivare dalle stesse pratiche. I depositi iniziali effettuati dai vari clienti erano inoltre recuperabili in qualsiasi momento in quanto garantiti dalla Repubblica stessa, risolvendo così il problema dei fallimenti dei vari banchi privati.

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Delle molte cose osservabili in questa zona si noti la chiesa di San Giacomo di Rialto, alle cui pareti esterne si trovano vari stemmi, lapidi ed iscrizioni

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e la statua del Gobbo di Rialto, rappresentato da un porzione di colonna e da una piccola figura umana che regge una scaletta in pietra d'Istria, piegato dal peso sorretto. La colonna era utilizzata, come quella in Piazza San Marco, realizzata dallo stesso granito rosso, per enunciare i vari bandi, condanne e proclami della Repubblica al popolo

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