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PONTE MARCELLO

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Il ponte deve il nome dalla famiglia Marcello, proprietaria del palazzo che sorge da un lato. Nel corso dei secoli la famiglia ha avuto dogi e vescovi ma anche grandi battaglieri tra cui Lorenzo, denominato fulmine di guerra, che, capitano delle galeazze nel 1600 si distinse in battaglia con le galere turche, perdendo un braccio, e morì colpito da una cannonata durante una battaglia con i Turchi ai Dardanelli. Ultimo famoso della stirpe fu Benedetto Marcello, che visse a cavallo tra il seicento ed il settecento, e fu artista mirabile per le opere poetiche ma soprattutto musicali, tanto da meritarsi l'appellativo di Principe della musica veneziana. A lui oggi è dedicato il Conservatorio Musicale di Venezia.

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A lato del ponte si trova il Rio del Malcanton, il cui nome alcuni fanno derivare dal fatto che essendo la zona in antichità molto tortuosa e con una riva stretta, capitavano spesso delle cadute notturne in acqua da parte dei forestieri che si trovavano a passare nel punto dove piega a semicerchio; una differente teoria basa il nome sul fatto che, essendo all'epoca zona poco abitata, ci fossero spesso delle aggressioni e furti. Una ulteriore teoria fa derivare il nome dal seguente episodio: al principio del secolo XIV, Ramberto Polo, vescovo di Castello, pretendeva dal parroco di S.Pantalon, Bartolomeo Dandolo, la decima (cioè una tassa) sui morti della parrocchia, così come facevano i parroci delle altre chiese, mentre tale parroco, basandosi su una dispensa ricevuta dal vescovo precedente, riteneva di non doverla pagare. Sembra che mentre Ramperto andasse lì per esigerla forzatamente, giunto in tale fondamenta fu assalito ed ucciso da alcuni popolani della zona. Da questo episodio poi sembra sia nata anche la rivalità che continuerà per secoli tra i Castellani ed i Nicolotti, le due fazioni in cui si divideva la popolazione di Venezia

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Nelle facciate dei palazzi e palazzetti ai piedi del ponte sono osservabili alcuni capitelli e rilevi ed uno stemma familiare, sopra il portone d'ingresso di palazzo Marcello oggi albergo, rappresentante uno scudo gotico sorretto da un angelo a mezzo busto e compreso in un rettangolo con bordo dentellato

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