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CAMPO SAN POLO

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Il campo prende nome dalla chiesa di S. Paolo, da cui San Polo, ivi costruita nel IX secolo. Data l' ampiezza del campo, che comunque rispetto ai giorni nostri aveva un canale che correva lungo il perimetro e che venne interrato nel 1700 lasciando visibili i segni della presenza, qui si tenevano mercati, feste, partite di calcio dell'epoca, parate militari e corride. 
Tra i tanti fatti successi in questo campo si ricorda l'uccisione di Lorenzino de Medici e dello zio Alessandro Soderini. Lorenzino aveva ucciso a Firenze Alessandro De' Medici nel 1537 e, a fronte della taglia posta sulla sua testa dal duca Cosimo, successore di Alessandro, si era via via rifugiato a Costantinopoli, Parigi ed infine a Venezia, in un palazzo in campo sotto il finto nome di Dario. Due sicari mandati da Cosimo riuscirono, dopo lunghi appostamenti, ad intercettare lui e lo zio mentre uscivano di casa e li uccisero entrambi a coltellate, fuggendo poi aiutati da alcuni nobili della Repubblica Veneziana. Il campo ospita, oltre alla chiesa e al relativo campanile, una serie di palazzi tra cui Palazzo Bernardo, Palazzo Soranzo, una parte di Palazzo Donà e Palazzo Corner Mocenigo ed una classica vera da pozzo

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Sulle pareti di alcuni stabili e della sono presenti sculture stemmi rilievi e patere di vario genere tra cui Santi, scene agricole, il battesimo:

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mentre sul campanile sono scolpiti due leoni, uno con al collo un serpente e l'altro che tiene tra gli artigli una testa umana senza busto che secondo la tradizione dovrebbero ricordare la tragica fine di Marin Faliero oppure del Conte di Carmagnola, anche se molti li fanno risalire ad epoche ben antecedenti tali misfatti

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